29 Nov Esercizio fisico nel Parkinson: Un alleato per una migliore qualità della vita

La malattia di Parkinson, impellente sfida sanitaria, colpisce oltre 300.000 italiani, con previsioni di raddoppio entro il 2050. Questo pone notevoli oneri sociali ed economici, stimati tra 2 e 3 miliardi di euro annui. Nel contesto della gestione della malattia, farmaci tradizionali e innovativi innovativi mitigano i sintomi, ma lo sguardo verte ad un approccio integrato.
La Sfida alla malattia e gli approcci integrati
La malattia di Parkinson, seconda solo all’Alzheimer in frequenza, è un disturbo neurologico altamente disabilitante con sintomi motori e non motori che riducono progressivamente la qualità di vita del paziente. Richiede una gestione interdisciplinare da professionisti come neurologi, fisioterapisti ed esperti in scienze motorie.
Negli ultimi 15-20 anni la gestione della malattia di Parkinson è nettamente migliorata non solo grazie all’introduzione di nuovi farmaci e ad un miglior uso di questi nelle diverse fasi della malatta, ma anche grazie all’associazione precoce dell’esercizio fisico al trattamento farmacologico“, spiega Michele Tinazzi, presidente della Società Italiana Parkinson e Disordini del Movimento Limpe-Dismov Ets e responsabile del Centro Parkinson dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona. Non a caso è stato scelto l’hashtag #muoviamocinsieme per la recente Giornata nazionale del Parkinson, celebrata il 25 novembre.
L’Integrazione dell’Esercizio nell’Approccio Terapeutico
L’efficacia dell’attività fisica nella gestione del Parkinson è evidenziata da studi come quello pubblicato su Science Advances (“Intensive exercise ameliorates motor and cognitive symptoms in experimental Parkinson’s disease restoring striatal synaptic plasticity”) che ha coinvolto, oltre all’Università Cattolica, campus di Roma e alla Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS, diversi istituti di ricerca: Università telematica San Raffaele Roma, CNR, TIGEM, Università degli studi di Milano, IRCCS San Raffaele Roma.
Secondo lo studio, l’esercizio fisico effettuato nelle fasi precoci della malattia induce effetti benefici sul controllo del movimento volontario che possono durare nel tempo anche dopo l’interruzione dell’allenamento. Tra i benefici vediamo il miglioramento delle funzioni motorie ed il rallentamento della progressione della malattia, oltre al sostegno delle funzioni cognitive ed il benessere emotivo. Modificare lo stile di vita con l’Attività fisica Adattata (AFA) e la pratica sportiva regolare emergono, quindi, come elementi chiave in un approccio integrato per la gestione dei sintomi ed il miglioramento della qualità della vita per i pazienti affetti da Parkinson.
Le attività sportive consigliate
Tra le diverse tipologie di attività sportive definite efficaci per le persone affette da MP si possono trovare l’allenamento in acqua, boxe, ciclismo, danza, exergaming, allenamento funzionale, esercizio multimodale, nordic walking, Qigong, allenamento della forza, stretching, Tai chi, camminata e yoga.
È cruciale che sia gli operatori sanitari che i pazienti riconoscano l’importanza dell’AFA e dell’attività sportiva come parte integrante del percorso di cura, contribuendo significativamente a migliorare la qualità di vita e l’outcome complessivo per chi vive con la malattia di Parkinson.
Fonti principali:
- https://www.sanitainformazione.it/salute/embarg0-ore-20-venerdi-14-luglio-parkinson-cosi-lesercizio-fisico-intenso-aiuta-a-tenere-a-bada-la-malattia/
- https://www.parkinsonlimpedismov.it/web/image/220071/Documento_Esercizio_fisico_e_Sport_nella_malattia_di_Parkinson.pdf